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La professione di Assistente sociale può essere svolta come attività di lavoro dipendente, assimilato al lavoro dipendente o autonomo (in forma individuale o associata).
In queste brevi note si intende offrire una panoramica sugli adempimenti relativi all’avvio dell’attività di Assistente sociale in forma individuale, svolta in modo abituale ed autonomo, nonché fornire un quadro sintetico sulla disciplina fiscale ed i regimi applicabili.
L’Assistente sociale che intende svolgere la propria attività in modo abituale ed autonomo ha l’obbligo di richiedere l’apertura della Partita IVA e di porre in essere tutti gli adempimenti conseguenti.
La professione è esercitata in modo autonomo quando l’attività è svolta nei confronti di diversi committenti, senza vincolo di subordinazione, attraverso una propria organizzazione di mezzi e del lavoro ed in modo abituale quando gli atti attraverso cui si estrinseca l’attività sono svolti con regolarità e sistematicità. Nel momento in cui i requisiti suddetti vengono a coesistere nasce l’obbligo dell’apertura della Partita IVA.
Si sottolinea che, nel caso di soggetti iscritti in appositi albi, la modalità preferenziale di esercizio della professione è quella in discorso, in quanto proprio l’iscrizione all’albo fa presumere che il soggetto intenda svolgere l’attività in “modo professionale”. Tuttavia, nel caso degli Assistenti sociali che spesso esercitano la propria attività in qualità di dipendenti, detta presunzione richiede maggiori approfondimenti: l’obbligo di apertura della Partita IVA sussiste solo nel caso in cui, compatibilmente con il rapporto di lavoro subordinato, l’Assistente sociale svolga anche collaborazioni che, per il numero, la rilevanza economica e la frequenza, facciano ritenere che stia svolgendo anche una attività libero professionale. Occorre pertanto procedere all’analisi caso per caso.
Come detto, l’Assistente sociale che intende svolgere la professione in modo autonomo ed abituale deve, entro e non oltre 30 giorni dall’inizio dell’attività professionale, effettuare specifici adempimenti, ossia:

  • presentare all’Agenzia delle Entrate competente per territorio, la richiesta di attribuzione del numero di Partita IVA;
  • iscriversi alla gestione separata dell’INPS (poiché gli Assistenti sociali sono privi di apposita Cassa di previdenza).

Per richiedere l’attribuzione del numero di Partita IVA occorre compilare e presentare all’Agenzia delle Entrate il modello AA9/12, scaricabile dal sito ufficiale dell’Agenzia. Per quanto concerne la compilazione del modello, oltre ai dati anagrafici, il professionista deve specificare il tipo di attività professionale svolta, il luogo in cui si esercita l’attività, il luogo in cui sono conservati i documenti ed i registri contabili, nonché il regime fiscale che si intende applicare (regime ordinario o regime forfetario).
Il modello AA9/12 compilato deve essere presentato secondo una delle seguenti modalità:

  • in duplice esemplare direttamente (o tramite persona delegata) ad un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
  • in unico esemplare a mezzo servizio postale, mediante raccomandata, allegando copia fotostatica di un documento di identificazione del dichiarante, da inviare a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
  • in via telematica direttamente dal contribuente o tramite i soggetti incaricati della trasmissione telematica (c.d. intermediari abilitati).

Gli Assistenti sociali, inoltre, poiché privi di un’autonoma Cassa di previdenza hanno l’obbligo di iscriversi alla gestione separata dell’INPS (Legge 335/1995).
La domanda di iscrizione deve essere presentata all’INPS utilizzando il modello disponibile sul sito dell’Ente nella sezione modulistica. Nel modello vanno specificati i propri dati anagrafici, il codice fiscale, il tipo di attività svolta nonché la data di inizio di attività. Per il professionista la sede INPS competente sulla domanda di iscrizione si individua in base all’indirizzo di residenza.
La presentazione del modello può essere effettuata esclusivamente mediante il canale telematico, direttamente dal professionista o per il tramite di intermediari abilitati.
Inoltre si sottolinea che, in generale, i professionisti non sono obbligati ad iscriversi all’INAIL e la sottoscrizione di una assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali è una scelta individuale dell’Assistente sociale professionista.
Da ultimo, si espongono alcune considerazioni sull’assicurazione professionale. Come disciplinato dall’art. 5 del D.P.R. 137/2012, i professionisti iscritti ad albi tenuti da Ordini e Collegi professionali, compresi dunque gli Assistenti sociali, sono obbligati a stipulare un’assicurazione RC professionale per i danni derivanti a terzi (in primo luogo a clienti) dall’esercizio della professione. Tale assicurazione può essere stipulata anche per il tramite di convenzioni collettive negoziate dai Consigli nazionali e dagli Enti previdenziali dei professionisti.
L’obbligo di assicurarsi, come specificato dalla legge, è mirato alla tutela del cliente, il quale dovrà essere informato dal professionista degli estremi della polizza stipulata e del relativo massimale al momento dell’assunzione dell’incarico. Ovviamente, l’assicurazione tutela al contempo anche il patrimonio del professionista. Va poi ricordato che non adempiere a tale disposizione e non informare il cliente circa l’assicurazione professionale costituiscono illecito disciplinare deontologico che sarà valutato dall’Ordine professionale di competenza.

Di seguito si offre una panoramica sulla disciplina fiscale applicabile al professionista e sulle modalità di determinazione e versamento delle imposte, ponendo particolare attenzione al c.d. regime forfetario.

Regime ordinario

Il professionista determina autonomamente le imposte da versare.
Il reddito professionale, che sommato agli altri redditi costituisce la base imponibile IRPEF, si determina per differenza tra i compensi percepiti e le spese sostenute nell’esercizio della professione. Si sottolinea che i compensi e le spese rilevano soltanto se effettivamente incassati e pagati, indipendentemente dalla data risultante dalla fattura. Va detto che l’IRPEF non ha un’unica aliquota, ma è articolata in scaglioni. Pertanto, l’imposta da versare varia in funzione dell’ammontare del reddito complessivo (somma del reddito professionale e degli altri redditi percepiti dal soggetto). I compensi del professionista sono assoggettati a ritenuta d’acconto del 20%, da scomputarsi in sede di versamento dell’imposta a saldo.
Per quanto concerne l’IVA, l’importo da versare (mensilmente o trimestralmente) si determina detraendo dall’imposta che il professionista addebita al cliente sulle fatture emesse, l’imposta che lo stesso assolve quando acquista i beni e i servizi necessari per lo svolgimento della propria attività.
I professionisti dotati di autonoma organizzazione sono soggetti anche all’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP). La base imponibile è pari al reddito professionale IRPEF maggiorato di alcune spese non deducibili ai fini IRAP. L’imponibile così calcolato può essere ridotto imputando delle deduzione forfetarie che variano in base all’imponibile; inoltre l’aliquota da applicare varia su base regionale.

Regime forfetario (art. 1 c. 54-89 L. 190/2014)

Si tratta di un regime che prevede modalità semplificate di determinazione del reddito e semplificazioni ai fini IVA, nonché l’esenzione da IRAP.
Vi possono accedere sia i professionisti che intraprendono una nuova attività sia coloro che sono già in attività purché siano in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge e, contestualmente, non incorrano in una delle cause di esclusione. 
Tra le cause di esclusione dal regime agevolato, elenchiamo quelle pertinenti all’attività di un professionista Assistente sociale che, quindi, non deve trovarsi in una delle seguenti situazioni:

  • percezione nell’anno precedente a quello di accesso al regime agevolato, di redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, superiori a 30.000 euro;
  • residenza all’estero, ad eccezione dei soggetti residenti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che producono in Italia redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
  • partecipazione, contemporaneamente all’attività professionale, a società di persone, associazioni professionali o società a responsabilità limitata aventi ristretta base proprietaria che hanno optato per la trasparenza fiscale.

Può accedere al regime il professionista che nell’anno di inizio dell’attività presuma di soddisfare le seguenti condizioni:

  • conseguire ricavi non superiori a 30.000 euro (ragguagliati all’anno nel caso di attività iniziata in corso di anno);
  • sostenere spese complessivamente non superiori a 5.000 euro lordi per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati a collaboratori, anche assunti per l’esecuzione di specifici progetti;
  • sostenere costi per beni strumentali, al lordo degli ammortamenti, non superiori a 20.000 euro. I beni utilizzati promiscuamente per l’esercizio della professione e per l’uso personale, concorrono alla formazione del predetto limite nella misura del 50%, indipendentemente dal loro effettivo utilizzo.

Nel caso in cui il professionista sia già in attività, tali condizioni devono essere considerate in riferimento all’anno precedente a quello di adesione al regime forfetario.
I soggetti che aderiscono al regime determinano il reddito imponibile applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti un coefficiente di redditività diversificato a seconda dell’attività esercitata. Nel caso dell’Assistente sociale professionista il coefficiente è pari al 78%.
Sul reddito imponibile così determinato viene applicata un’unica imposta, sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali regionali e comunali e dell’IRAP, pari al 15%. Tale aliquota è ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività a condizione che il professionista non abbia esercitato attività professionale nei tre anni precedenti e che la professione non costituisca in nessun modo mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo.
Chi aderisce al regime fiscale semplificato ha diritto ad una serie di agevolazioni:

  • esonero dagli adempimenti IVA (liquidazioni e versamenti periodici); il professionista in regime forfetario non addebita l’IVA in fattura ai propri clienti e non la detrae sugli acquisti; non liquida l’imposta, non la versa e non è obbligato a presentare la dichiarazione annuale IVA ¹
  • esonero dalla presentazione della dichiarazione IRAP e dal versamento della relativa imposta, in quanto assorbita dall’imposta sostitutiva;
  • non assoggettabilità dei proventi (ricavi e compensi) a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta;
  • esonero dall’applicazione degli studi di settore e parametri;
  • esonero dall’obbligo di inviare le comunicazioni delle operazioni rilevanti ai fini IVA (c.d. “spesometro”) nonché dei dati relativi alle operazioni effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi a fiscalità privilegiata (“black list”);
  • esonero dalla tenuta della contabilità;
  • esonero dagli obblighi di effettuazione delle ritenute alla fonte; il professionista è tuttavia obbligato ad indicare in dichiarazione il codice fiscale del soggetto a cui sono stati corrisposti emolumenti.

Concludendo gli adempimenti si riducono alla presentazione della dichiarazione dei redditi con le modalità e nei termini ordinari ed alla conservazione dei documenti contabili (fatture emesse, fatture ricevute, schede carburante ecc.).

¹ Con riferimento agli obblighi specifici di coloro che applicano il regime forfetario ed effettuano operazioni attive e passive con operatori non residenti, si rinvia al paragrafo 4.1.2 della Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 10/E del 4 aprile 2016.

Tabella riepilogativa


TIPOLOGIA



IRPEF



IRAP



IVA



Regime Ordinario




  • aliquote IRPEF a scaglioni

  • reddito assoggettato a ritenuta d’acconto del 20%

Soggetto se in possesso di autonoma organizzazione



Liquidazione e versamento dell’IVA mensile o trimestrale



Regime forfetario




  • imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni)

  • reddito non assoggettato a ritenuta d’acconto

Non soggetto



Esonero dagli adempimenti IVA