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Lettera aperta alla Iena Matteo Viviani

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Comunicato stampa del 18 febbraio 2014

Caro Matteo Viviani,

ti scrivo, anche a nome dei colleghi del Consiglio nazionale, a proposito del servizio da te realizzato e trasmesso dalle Iene lo scorso mercoledì 5 febbraio, intitolato “Quando gli assistenti sociali tolgono i bambini”.

Il servizio ci narra la storia di due bambini molto piccoli, allontanati dalla loro madre. Da quanto racconti la prima impressione, forte, è che nessuno degli adulti chiamati in causa abbia svolto al meglio il suo lavoro. Questo ovviamente ci lascia un grande senso di disagio, personale e professionale, che dovrà e potrà essere verificato nelle sedi opportune.

Quello che però facciamo fatica a capire è il taglio con cui hai scelto di raccontare questa storia dolorosa e complessa, a cominciare dal titolo.

Come assistenti sociali operiamo in tutte le fasi dell’intervento per la prevenzione, il sostegno ed il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in situazioni di bisogno e di disagio. Il nostro lavoro è svolto anche in collaborazione con altre figure professionali che contribuiscono, ognuna con le proprie competenze, a prendere le decisioni e a mettere in campo le azioni migliori possibili per i bambini, le donne e gli uomini coinvolti.

Generalizzare su un intero gruppo allontana le responsabilità individuali e attaccare l’intera professione sminuisce la delicatezza e la complessità delle situazioni che gli assistenti sociali seguono giornalmente.

Ci preoccupa molto il fatto che, a fronte di alcune situazioni segnalate e da accertare, si rischi di tenere lontano chi ha bisogno di un supporto. Il pericolo è anche quello di pregiudicare le migliaia di percorsi di collaborazione attualmente in essere tra cittadini e professionisti che quotidianamente riescono a mettere in moto relazioni positive di sostegno e di superamento di situazioni problematiche.

Per quanto ci riguarda, come Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali, abbiamo provveduto, come facciamo sempre per nostra prassi, a contattare l'Ordine regionale competente per approfondire ciò che è accaduto. Ovviamente i fatti segnalati dovranno essere accertati e, come Consiglio nazionale dell’Ordine, verificheremo senza pregiudizi le responsabilità individuali dei colleghi.

A conferma di tutto questo, l’Ordine regionale della Lombardia, su segnalazione della mamma, ha avviato un procedimento disciplinare per verificare quanto accaduto. Questo a tutela, da un lato, dei minori coinvolti e della loro famiglia, dall'altro della professione e dei colleghi che svolgono quotidianamente, con impegno e senso di responsabilità, il proprio lavoro in un contesto sociale sempre più complesso e difficile.

Caro Matteo Viviani, ti salutiamo augurandoti buon lavoro e augurandoci che si possa sempre raccontare al meglio il nostro lavoro di assistenti sociali che ogni giorno, in situazioni disagiate e con carenze di risorse, senza clamori, in un panorama sociale segnato da frammentazione e crescente conflittualità, aiutano i bambini e le loro famiglie a superare le difficoltà e a vivere in modo migliore.

Grazie.


La Presidente
Silvana Mordeglia