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Carceri: Gazzi (Assistenti sociali), “bene aver affrontato tema esecuzione penale in modo globale, ora servono investimenti”

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Comunicato stampa del 19 aprile 2016

Roma, 19 aprile 2016. “L’investimento nell’area penale esterna si è confermato essere – e tutti i dati presentati agli Stati Generali dell’esecuzione penale lo attestano inequivocabilmente – quello che si dimostra maggiormente idoneo a ridurre, da un lato, il rischio di recidiva e, dall’altro, i costi rispetto ad una permanenza in istituto penale. Questa modalità rappresenta anche un momento fondamentale del percorso di accompagnamento e di affiancamento del detenuto. Dalla due giorni di Rebibbia emerge chiaramente un nuovo e accresciuto impegno che viene richiesto agli assistenti sociali che dell’esecuzione penale esterna sono da sempre uno dei soggetti più importanti. Sono quindi necessari conseguenti ed idonei investimenti in termini di risorse professionali ed economiche in grado di mettere a sistema un modello operativo capace di realizzare tutti quegli interventi ed iniziative che sono proprie dell’esecuzione penale, in particolare esterna”.

Così Gianmario Gazzi, Presidente del Consiglio nazionale degli Assistenti sociali, all’evento conclusivo degli Stati Generali dell’esecuzione penale.

“E’ bene ricordare – ha detto ancora Gazzi - che attorno al detenuto che può avvalersi di questa modalità – e affinchè essa si riveli davvero efficace e raggiunga gli obiettivi per i quali viene adottata – si muovono progettualità, servizi, organismi che interagiscono in termini di educazione, informazione, creatività, opportunità lavorative e di studio e dove l’ente locale e la comunità che accoglie e ospita il detenuto svolge un ruolo altrettanto importante; un ruolo che si caratterizza, ad esempio, in una intensa opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica – svolto proprio con un opportuno e specifico lavoro con la comunità locale stessa - per impedire che la misura alternativa al carcere sia percepita come una attenuazione della pena e non piuttosto come un momento importante del percorso di accompagnamento delle persone detenute”.

“Il tempo dell’emergenza-carceri sembra essere, finalmente, finito – ha concluso Gazzi - così come quello della sperimentazione di queste misure alternative che devono poter essere godute da una platea più vasta persone. Ora – dunque - è il momento, come viene chiesto, del fare. Anzi, del fare di più. Ma per fare di più servono persone competenti e preparate. Gli assistenti sociali lo sono. Ma sono pochi e senza mezzi adeguati. Quegli stessi mezzi che scarseggiano e sono sempre più ridotti ai servizi sociali territoriali. Ben venga, dunque, e finalmente, questo così vasto consenso all’alternativa al carcere: non si dimentichi, però, che per fare serve poter fare”.

Silvia Renzi, Ufficio Stampa, 338.2366914


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