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Occupazione: Gazzi Ğil Paese si sta avviando verso una precarizzazione dei dirittiğ

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Comunicato stampa del 01 febbraio 2017

Roma, 1 febbraio 2017. “Vanno guardati con preoccupazione i dati diffusi dall’Istat che certificano, da un lato, la sostanziale stagnazione del mercato del lavoro e, dall’altro, l’assoluta necessità di un profondo rilancio del complesso dell’economia italiana. La drammaticità dei numeri degli italiani, e dei giovani in particolare, senza lavoro mostra che all’orizzonte si intravede lo sfaldarsi stesso del tessuto sociale di famiglie e comunità non più in grado di reggere gli effetti di una crisi che continua purtroppo a ripercuotersi principalmente sul fronte dell’occupazione.”

Così Gianmario Gazzi, Presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali a commento dei dati diffusi dall’Istat sull’andamento del mercato del lavoro.

“Una disoccupazione giovanile che supera la soglia del 40% e la ripresa della precarizzazione contrattuale sono segnali molto preoccupanti" dice ancora Gazzi  "Essi mostrano che siamo in presenza di una vera e propria crisi sociale che il tradizionale welfare e le varie reti dei servizi alle persone e alle famiglie non sono più in grado di sostenere. Abbiamo vissuto anni in cui la spesa per il welfare è stata ridotta e ora che la crisi non accenna a regredire non si riesce più a gestire questi numeri.”

“Ridurre la spesa sociale per abbassare le tasse sul lavoro – prosegue Gazzi - è una ricetta sbagliata e, per di più, non funziona. Non è riducendo i diritti e le sicurezze delle persone che si risolve la crisi: si aggrava solo l'insicurezza. Questa situazione porta inevitabilmente ad una progressiva precarizzazione dei diritti che oltre ad accanirsi sulle fasce tradizionalmente più deboli dei cittadini – giovani in cerca di prima occupazione, famiglie numerose, anziani soli, disabili - sta colpendo parti della società italiana fino ad ora non direttamente investite da questo fenomeno. Un esempio per tutti: il lavoro dei liberi professionisti chiesto da molte Amministrazioni pubbliche a titolo gratuito o pagato con i voucher che li sta spingendo sempre più – come avviene orami da anni, ma mai con questa intensità – verso le sabbie mobili dell’insicurezza sociale ed economica.”

Per il Presidente degli assistenti sociali italiani, “servono massicci investimenti nelle reti e negli interventi di welfare per sostenere chi perde o non trova lavoro, così come servono percorsi efficaci e servizi efficienti per la formazione ed il lavoro”.

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