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Trattati: Dichiarazione Roma, Gazzi, “puntare ad un’Europa dei diritti sociali e civili”

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Comunicato stampa del 24 marzo 2017

Roma, 24 marzo 2017. “La firma della Dichiarazione di Roma che verrà apposta dai Capi di Stato e di Governo dei 27 in occasione della celebrazione del 60mo anniversario dei Trattati che diedero il via la sogno europeo deve rappresentare un momento di profondo ripensamento e di nuovo vigore delle politiche sociali dei paesi che compongono l’Unione. C’è bisogno di maggiore consapevolezza che solo destinando più risorse ma anche più attenzione da parte delle politiche – nazionali ed europee - verso i temi della coesione, dei diritti, della solidarietà, l’Europa riuscirà ad uscire dalla stallo in cui versa da troppo tempo.”

Così Gianmario Gazzi, Presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali.

“Serve guardare al futuro del Continente – dice ancora Gazzi - con più lungimiranza, con maggiore spirito solidale nel non facile tentativo di sviluppare nuove tutela sociali condivise, affrontabili e sostenibili da tutti. E’ una nuova Europa dei diritti sociali e civili – più che un’Europa dei bilanci - quella che i quasi 450 milioni di abitanti dell’Unione a 27 si aspettano venga rilanciata per superare una crisi che, oltre che economico-istituzionale, è soprattutto culturale con l’appartenenza a questo immenso progetto storico che non sembra rappresentare più – come invece dovrebbe - un grande valore condiviso. Gli egoismi nazionali – e quello verso il fenomeno dell’immigrazione ne è l’esempio più evidente – rischiano di far naufragare, come i barconi del Mediterraneo, i sogni delle future generazioni”.

“Proprio la celebrazione, qualche giorno fa, della Giornata mondiale del servizio sociale che ha segnato la mobilitazione in tutta Europa, così come in Italia, di tutte quelle forze e quelle istituzioni che guardano al sociale con spirito nuovo e rinnovato – conclude Gazzi – ci ha chiaramente mostrato quanto i bisogni di un nuovo sociale condiviso e di diritti esigibili siano permeati in profondità nella società europea: deludere queste speranze e queste aspettative sarebbe terribile. Ed ecco perché sarà importante che il Pilastro europeo dei diritti sociali diventi davvero – quando finalmente sarà adottato – il quadro di riferimento della situazione occupazionale e sociale degli Stati membri guidando il processo di riforma a livello nazionale”.