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Istat, Gazzi: 'La crescita delle diseguaglianze vero cancro del Paese

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Comunicato stampa del 17 maggio 2017
Serve un piano organico di intervento e investimento sulle infrastrutture di welfare

Roma, 17 maggio 2017. “La crescita delle diseguaglianze – oggi drammaticamente certificata dall’Istat – con tutte le conseguenze che ciò comporta in termine di progressivo sfilacciamento del tessuto sociale e culturale del Paese rappresenta il vero cancro che sta seriamente minando la struttura stessa dell’Italia: le conseguenze sono assolutamente imprevedibili e rischiano di tradursi in seri rischi di implosione sociale dagli effetti tutti da valutare.”

Così Gianmario Gazzi, Presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali, sui dati Istat diffusi oggi.

“Da troppi anni andiamo invano affermando – dice ancora - che serve guardare in faccia la realtà di un Paese che deve contrastare le diseguaglianze se vuole veramente crescere. Non è pensabile raggiungere questo obiettivo se ci si concentra su interventi e su iniziative meramente monetarie, quali i vari “bonus”, senza avviare un reale piano organico nazionale di attivazione di reti di servizi. Lo stesso reddito d'inclusione potrebbe non avere gli effetti sperati se consideriamo che molte parti del Paese non hanno ancora ricevuto i fondi per avviare il rinforzo dei servizi necessario ai progetti di attivazione”.

“I dati odierni mostrano impietosamente - continua - quanto fallimentare sia la scelta di non realizzare piani e interventi di inclusione – riguardino essi gli anziani, le famiglie povere, gli immigrati, i minori – senza i quali nessuna inversione di tendenza sarà mai possibile.”

Per Gazzi, solo con un piano organico di interventi e investimenti sulle infrastrutture di welfare sarà, forse, possibile avviare una inversione di tendenza.

“Vi è, però - conclude - un altro pericolo che incombe all’orizzonte: in vista dell’ormai prossimo rinnovo del Parlamento, la classe politica che governa il Paese così come quella che aspira a farlo in futuro, saranno capaci di sottrarsi alla tentazione elettoralistica di evitare interventi a pioggia e una tantum assecondando richieste di breve periodo? Quanti sapranno guardare alle prossime generazioni piuttosto che alle prossime elezioni?”