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Mafia, Anniversario Capaci, Gazzi: 'Gli uomini delle Istituzioni si ispirino all’etica del dovere di Falcone e Borsellino'

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Comunicato stampa del 22 maggio 2017

Roma, 22 maggio 2017. “Alla vigilia dell’anniversario della strage di Capaci e della morte di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e dei cinque uomini della scorta, gli Assistenti sociali italiani - testimoni quotidiani, tra i tanti, dell’impegno volto a tradurre in azioni concrete per singoli e comunità il bisogno di legalità e di giustizia – riaffermano l’importanza dei valori e dei principi che quella strage ha cercato, invano, di sconfiggere e di abbattere. Venticinque anni fa l’Italia sembrava sull’orlo di un baratro – reso ancora più drammatico, 57 giorni dopo, dalla successiva strage di via D’Amelio e la morte del procuratore Paolo Borsellino e degli uomini che lo proteggevano - ma seppe reagire con coraggio e determinazione non lasciandosi intimorire dagli strumenti di morte della cultura mafiosa.”

Così Gianmario Gazzi, Presidente del Consiglio nazionale degli Assistenti sociali.

“Quanti ricoprono incarichi istituzionali – dice ancora Gazzi - dovrebbero sentire propria quell’etica del dovere che ha ispirato la quotidianità della vita e del lavoro di quei due eroici Magistrati. Essi si sono mostrati pronti a giungere fino all’estremo sacrificio per non rinnegare i valori e i principi su cui avevano fondato la loro vita e per non piegarsi al ricatto, all’intimidazione, alla violenza. Per non piegarsi alla Mafia”.

“Se la Mafia, e tutte le Mafie, si combattono con il cambiamento – della cultura civile, innanzitutto – serve che questo cambiamento – conclude Gazzi - permei soprattutto le nuove generazioni dando ad esse non solo modelli e valori a cui ispirarsi ma soprattutto opportunità, in termini di crescita, lavoro, convivenza civile, legalità, rispetto per l’ambiente, fruibilità di diritti. Da qui l’esigenza di un forte impegno educativo e formativo con uno sforzo maggiore proprio in quelle aree del Paese in cui le Mafie non sono, purtroppo, ancora completamente vissute come il Male Assoluto”.

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