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Sociale: Gazzi «potenziare la ricerca per adeguare ulteriormente gli interventi ai nuovi bisogni delle persone e delle comunitą»

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Comunicato stampa del 25 maggio 2017

Torino, 25 maggio 2017. “L’evoluzione del quadro economico e culturale del nostro Paese con la frammentazione sociale e l’emergere di nuovi gruppi espressione di bisogni ed istanze nuove; l’affacciarsi di problematiche complesse ed articolate come quelle legate alle migrazioni; una generalizzata crisi economico-istituzionale che produce, da tempo, il divaricarsi della forbice tra chi ha sempre di più e chi ha sempre di meno con il fenomeno dell'esclusione che ha raggiunto livelli da vera e propria emergenza nazionale; l’accentuarsi della concentrazione della ricchezza del Paese in un numero sempre più ristretto di soggetti a scapito dell’intera collettività; la mancata soluzione di problemi strutturali come la cosiddetta questione meridionale o la disoccupazione, e quella giovanile in particolare: sono questi solo alcuni dei problemi che si riflettono pesantemente, ai vari livelli, sull’intervento quotidiano dei professionisti del servizio sociale”.
 
Lo ha detto il Presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali, Gianmario Gazzi, intervenendo alla Prima Conferenza Italiana sulla Ricerca di Servizio Sociale in corso di svolgimento fino a venerdì nel capoluogo piemontese.
 
“Mai come ora la professione di assistente sociale è impegnata a sviluppare nuovi percorsi di approfondimento, ricerca e sperimentazione con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la qualità degli interventi anche attraverso strategie che si misurino con i limiti della finanza pubblica nazionale e locale”.

“Tra questi percorsi – ha sottolineato Gazzi – quelli relativi al tema dei diritti e della loro fruibilità in un mondo a “confini deboli”; quelli verso i nuovi contesti sociali e virtuali dei ragazzi e il conseguente rapporto tra generazioni con fenomeni come il bullismo e le relazioni dentro e fuori le Reti; il riproporsi di un welfare aziendale che può rappresentare un'occasione importante ma che porta con se potenziali problemi relativi all'universalità dei diritti; quelli della non autosufficienza e dell’invecchiamento che richiedono agli assistenti sociali nuovi e più marcati impegni in relazione alla qualità e al dimensionamento del fenomeno”.
 
“Non più rinviabile – ha detto ancora il Presidente degli assistenti sociali italiani - un serio approfondimento volto a riannodare quel fragile filo rosso che possa legare assieme tutto il Paese attraverso omogenee strategie di politica sociale. Altrettanto emergente è l’esigenza di sviluppare nuovi e rinnovati modelli di intervento che tengano conto di quelli che, oggi, sono realmente gli scenari e i nuovi bisogni delle persone e delle comunità”.

“Serve, dunque – ha concluso - investire sulla ricerca di Servizio sociale, oggi purtroppo ancora poco presente nei dipartimenti universitari italiani, per rinforzare i diritti di tutti coloro che sono esclusi e per poter dare risposte efficaci e competenti alle persone e alle comunità che oggi più che mai sono in forte sofferenza." 

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