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Welfare: Assistenti sociali a convegno su come migliorare il funzionamento del Reddito di inclusione e del Dopo di noi

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Comunicato stampa del 07 febbraio 2018
Oltre seicento professionisti previsti martedì 13 febbraio all’auditorium PIME di Milano

Milano, 7 febbraio 2018. L’attuazione della misura di contrasto alla povertà introdotta da poco con il REI, il Reddito di inclusione e la Legge 112/2016 sul “Dopo di Noi”, dipendono, per poter funzionare ed essere davvero operative da una pluralità di soggetti che, a livello locale, debbono essere tra loro attivi. Entrambe queste norme richiedono scenari nuovi in cui il welfare territoriale sia attrezzato per dare efficacia alla misure nazionali, implementate anche dal livello regionale, attraverso la capacità degli Ambiti territoriali di attivare i servizi sociali e integrare  le risorse.

Ciascuna misura è composta da due parti: da un lato, un beneficio economico e, dall’altro, un progetto personalizzato di inclusione sociale e lavorativa, la cui predisposizione avviene con la regia dei servizi sociali dei Comuni, anche in co-progettazione con soggetti del terzo settore, e con il coinvolgimento di altri soggetti del territorio: cooperative, associazioni, centri per l’impiego, scuole, imprese del territorio.

Il tema delle migliori modalità di applicazione e di gestione delle norme e su come renderle funzionali all’obiettivo previsto dal Legislatore, saranno al centro, il prossimo 13 febbraio, a Milano, presso Auditorium PIME di Via Mosè Bianchi, 94, del convegno “Le politiche di sostegno dei diritti e contro la povertà” organizzato dai Consigli regionale della Lombardia e Nazionale degli Assistenti sociali. Una iniziativa che sta destando – dato il tema estremamente attuale – grandissimo interesse tanto che sono già oltre seicento i professionisti che vi hanno aderito.

“La predisposizione di progetti personalizzati che siano adeguati alla presa in carico di situazioni complesse e che siano realistici per la situazione della persona, del suo nucleo e per il territorio in cui vive – spiegano i Presidenti lombardo, Mirella Silvani, e nazionale, Gianmario Gazzi - richiede il potenziamento di energie a più livelli istituzionali: programmatorio, organizzativo e operativo. Gli assistenti sociali sono impegnati in questi tre livelli negli enti locali, nei Comuni e negli Ambiti, ma anche negli enti del sistema socio-sanitario e nel terzo settore.”

“Abbiamo avviato la gestione di queste problematiche sin da quando le misure hanno iniziato ad intravvedersi – dicono ancora Silvani e Gazzi – in una analisi integrata sia sui diversi aspetti della gestione operativa delle misure nazionali che sulle criticità e sulle modalità per superarle; così come abbiamo avviato un costante approfondimento di specifiche metodologie d’intervento e un confronto e una collaborazione con i soggetti coinvolti nelle reti di welfare locale e, da ultimo, con la diffusione di buone pratiche sviluppate a livello locale.”

Il convegno – che si snoderà per l’intera giornata del 13 febbraio – sarà articolato con una serie di interventi programmati e di una tavola rotonda. Prevista la presenza di parlamentari, esponenti delle istituzioni regionali e territoriali, rappresentanti sindacali, del volontariato e del Terzo settore, docenti universitari, tecnici ed esperti del settore.


Testo diffuso da Silvia Renzi, Ufficio stampa Consiglio nazionale Assistenti sociali, 3382366914.