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Quello che non muore di Anna Costanza Baldry

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11 marzo 2019

"Non dimentichiamoli, non dimentichiamo una legge che può salvare vite giovani, minacciate alla radice, derubate dell’amore, della fiducia, della forza. Non abbandoniamo tra i rovi di altri dibattiti il presente e il futuro di chi ha il dovere e il diritto di andare avanti, nonostante tutto, nonostante un padre che ha ammazzato tua madre".

È un vero e proprio testamento morale quello che Anna Costanza Baldry ci ha lasciato ricordandoci ancora una volta, pochi giorni prima della propria scomparsa, che "la burocrazia non guarda in faccia" neppure a quelle "creature speciali" che sono gli orfani dei femminicidi.  E che proprio per questo occorre "non dimenticarli"  e darsi da fare perché la legge che li tutela, la legge 4/2018, non finisca inapplicata come altre ottime leggi italiane.

A quelle creature speciali, "con bisogni straordinari, in cerca di affidatari che possano offrire un appiglio per un nuovo cominciamento nonostante il più violento dei lutti", Anna ha dedicato una vita. Una vita di ricerche, di studio, di approfondimento e di impegno civico profuso per fare in modo che questo dramma sociale, il femminicidio, con la sua coda altrettanto drammatica, gli orfani di femminicidio, trovasse in norme di civiltà una risposta minima. È anche grazie al suo impegno e conoscenza del fenomeno che si deve la legge 4/2018. Norme di civiltà ferme però al palo per mancanza di fondi e ritardi nell'applicazione.

Anna ha ottenuto dal presidente della Repubblica il riconoscimento di Merito della Repubblica, insieme ad altri 17 “eroi del quotidiano”. E eroico è stato il suo impegno per quei figli privati di tutto. Ha condotto avanti la sua battaglia fino al punto massimo che le è stato concesso in vita. Spetta a tutti noi, ora che non c'è più, proseguirla con la stessa passione e forza.

Non dimenticheremo lei se non ci dimenticheremo di loro, di quelle "creature speciali".