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CONDANNATO IL GIORNALISTA CHE HA DIFFAMATO GLI ASSISTENTI SOCIALI PAROLE OFFENSIVE DURANTE UNA TRASMISSIONE DI CANALE 5. IL CNOAS VINCE

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28 marzo 2019

“Una sentenza, la n. 16689/18 che ci restituisce onore e prestigio. Il Tribunale Civile di Roma, in seguito a un nostro ricorso, ha infatti condannato, a un congruo risarcimento dei danni il giornalista ospite di un noto programma di Canale 5, che durante la trasmissione del 3 marzo 2015 ha pronunciato parole “offensive della reputazione degli assistenti sociali”.

Una vittoria del Cnoas, una vittoria di tutti noi professionisti che tra innumerevoli difficoltà, assicuriamo funzioni di assistenza, di sostegno e di aiuto alle famiglie disagiate nonché funzioni di vigilanza, di protezione e di tutela dei minori, anche di fronte a difficoltà e carenze nella gestione del ruolo genitoriale.

In particolare il giudice romano ha stigmatizzato e ritenuto diffamatorie le inaccettabili ed ingiustificabili espressioni utilizzate dal giornalista televisivo “e gli hanno tolto i figli…perché gli hanno tolto i figli? Perché c’è un business dietro ai figli che vengono portati via alle famiglie…… ci guadagnano le case di accoglienza, ci guadagnano le case famiglia, ci guadagnano gli assistenti sociali …. come può decidere una persona che si è laureata in quattro e quattr’otto, solo per il fatto di avere una laurea, come può decidere se uno è un bravo o non è un bravo genitore, e ancora, perché li portiamo via solo a questa gente, povera ma dignitosa, e non li portiamo via ai tanti che li mandano ai semafori, li mandano a prostituirsi, che li mandano in metrò a chiedere la carità?”.

Ci sono voluti tre anni, ma abbiamo vinto, almeno sul piano giuridico. La nostra vera vittoria è però ogni giorno, quando con scrupolo e sensibilità svolgiamo il nostro lavoro e aiutiamo chi ne ha bisogno.

Prevenendo, sostenendo, recuperando persone, famiglie, gruppi e comunità in situazioni di disagio.