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Titolo VI

la responsabilità dell´assistente sociale nei confronti dell´organizzazione di lavoro

Capo I

L´assistente sociale nei confronti dell´organizzazione di lavoro
  1. L´assistente sociale deve chiedere il rispetto del suo profilo e della sua autonomia professionale, la tutela anche giuridica nell´esercizio delle sue funzioni e la garanzia del rispetto del segreto professionale e del segreto di ufficio.
  2. L´assistente sociale deve impegnare la propria competenza professionale per contribuire al miglioramento della politica e delle procedure dell´organizzazione di lavoro, all´efficacia, all´efficienza, all´economicità e alla qualità degli interventi e delle prestazioni professionali. Deve altresì contribuire all'individuazione di standards di qualità e alle azioni di pianificazione e programmazione, nonché al razionale ed equo utilizzo delle risorse a disposizione.
  3. L´assistente sociale non deve accettare o mettersi in condizioni di lavoro che comportino azioni incompatibili con i principi e le norme del Codice o che siano in contrasto con il mandato sociale o che possano compromettere gravemente la qualità e gli obiettivi degli interventi o non garantire rispetto e riservatezza agli utenti e ai clienti.
  4. L´assistente sociale deve adoperarsi affinché le sue prestazioni professionali si compiano nei termini di tempo adeguati a realizzare interventi qualificati ed efficaci, in un ambiente idoneo a tutelare la riservatezza dell´utente e del cliente.
  5. L´assistente sociale deve segnalare alla propria organizzazione l'eccessivo carico di lavoro o evitare nell´esercizio della libera professione cumulo di incarichi e di prestazioni quando questi tornino di pregiudizio all´utente o al cliente.
  6. L´assistente sociale che svolge compiti di direzione o coordinamento è tenuto a rispettare e sostenere l´autonomia tecnica e di giudizio dei colleghi, a promuovere la loro formazione, la cooperazione e la crescita professionale, favorendo il confronto fra professionisti. Si adopera per promuovere e valorizzare esperienze e modelli innovativi di intervento, valorizzando altresì l'immagine del servizio sociale, sia all'interno, che all'esterno dell'organizzazione.
  7. Il rapporto gerarchico funzionale tra colleghi risponde a due livelli di responsabilità: verso la professione e verso l´organizzazione e deve essere improntato al rispetto reciproco e delle specifiche funzioni. Nel caso in cui non esista un ordine funzionale gerarchico della professione, l´assistente sociale risponde ai responsabili dell´organizzazione di lavoro per gli aspetti amministrativi, salvaguardando la sua autonomia tecnica e di giudizio.
  8. L´assistente sociale deve richiedere opportunità di aggiornamento e di formazione e adoperarsi affinché si sviluppi la supervisione professionale.

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Il codice deontologico è stato inoltre recentemente tradotto e può essere scaricato in inglese/ENGLISH, francese/FRANÇAIS e spagnolo/ESPAÑOL.

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