Ricerche
Ricerca PRIN 2006
Pubblichiamo un primo stralcio dei dati rilevati dalla ricerca Prin annunciata in questa pagina che, pur essendo parziali, ci offrono comunque una fotografia su aspetti importanti della professione di assistente sociale.
La ricerca, attivata dalle Università di Milano Bicocca, Bolzano, Pisa e l'Università della Calabria, con la collaborazione del Consiglio Nazionale (che fa parte del gruppo di ricerca), e dei Consigli regionali dell’Ordine degli assistenti sociali, ha riguardato l'analisi delle caratteristiche della professione e dell’evoluzione del ruolo dell’assistente sociale.
Grande collaborazione è venuta dagli oltre 1000 assistenti sociali che hanno risposto, con grande disponibilità, alle domande degli intervistatori. A loro va un ringraziamento particolare.
Da questa prima "finestra" si possono già estrapolare alcune, sintetiche, considerazioni:
1) la forma di contratto a cui ancora si ricorre nella grande maggioranza dei casi (74,6%) è quella a tempo indeterminato, e l'area territoriale in cui si registra il maggior numero di tale forma contrattuale è quella del Nord est. Tuttavia la forma di contratto di collaborazione coordinata e continuativa viene utilizzata per un percentuale media del 13,3% con punte del 21% nel Sud/Isole e del 15,5% nel Centro, aree geografiche fortemente caratterizzate dal precariato. Un'osservazione sul genere: sono più le donne ad avere contratti a tempo indeterminato.
2) Sull'inquadramento contrattuale, il dato complessivo ci dice che il 61,7% dei professionisti è inquadrato come assistente sociale, il 28,9% come assistente sociale coordinatore, mentre solo il 4,1% del totale è inquadrato come dirigente. Di nuovo un'osservazione sul genere: la grandissima maggioranza degli assistenti sociali è composta da donne ma, nei livelli di inquadramento superiori, sono più rappresentati gli uomini (se nella dirigenza la differenza è minima, nel ruolo di coordinatore si registrano quasi 20 punti percentuali in più).
3) Rispetto agli Enti di appartenenza, viene confermato il dato già rilevato nel primo rapporto Eiss: più del 70% degli assistenti sociali lavora negli enti locali, (Comuni, Asl e Ministeri). La presenza nel settore del no-profit è pari al 10,8%, con punte che raggiungono il 15,4% nel Sud/Isole e del 15,1% nel Centro.
4) Un'ultima considerazione che ci sembra importante è quella sugli ambiti di intervento: avere un quadro aggiornato su quali sono, oggi, le fasce di utenza ai cui bisogni sono maggiormente orientati gli interventi professionali, può offrire più elementi di conoscenza utili per l'attivazione di più mirati interventi e azioni di sostegno ai professionisti, anche per i possibili orientamenti futuri della formazione permanente e dell'aggiornamento.
Sono disponibili in formato pdf alcune tabelle dati.
autore: CNOAS (2008)
pubblicato da: Altri...
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