Libri
edito da: Il Mulino (BO)
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2010
Errore e apprendimento nelle professioni di aiutoL’errore è una componente inevitabile di qualunque realtà umana, anche di quella propria delle professioni di aiuto. Paradossalmente però, ancora oggi una sorta di tabù circonda l’argomento.
“Sbagliando s’impara” afferma il noto proverbio, ma, affinché un tale motto non abbia solo valore consolatorio, sono necessarie adeguate strategie di stimolo alla trasformazione dell’evento negativo in occasione di miglioramento della qualità delle prestazioni rese.
Lo scopo di questo libro è proprio quello di cercare di collegare la teoria della riflessività alla pratica della riflessività, offrendo sia un inquadramento di carattere teorico - arricchito dai risultati di un’indagine condotta nei servizi di nove regioni italiane - sia una serie di strategie utilizzabili individualmente o nell’ambito delle équipe di lavoro.
L’interrogativo è quindi “Come può l’operatore apprendere da quanto di sbagliato ha fatto?”.
L’appendice - curata da Rita De Piero, magistrato del T.A.R. Friuli Venezia Giulia - affronta poi il tema delicatissimo dell’errore e della responsabilità dell’operatore sotto il profilo giuridico.
Il volume è rivolto ad assistenti sociali, educatori professionali, infermieri, psicologi e ad altri operatori in attività nei servizi sociali e sanitari, nonché studenti impegnati in attività di tirocinio.
edito da: Maggioli Editore
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2010
edito da: Armando (Roma)
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2010
Assistente Sociale - Uno sguardo sulla professione in cambiamentoContinua, con il quarto numero dei Quid, il progetto che la rivista Prospettive Sociali e Sanitarie sta sviluppando, da un anno a questa parte, per garantire un ulteriore segmento di offerta ai propri affezionati lettori ed ai nuovi che vorranno ad essa avvicinarsi.
In questo Quid n. 4, i riflettori sono stati accesi, piuttosto che su un argomento, su una figura professionale cui la rivista, da sempre, dedica un’attenzione particolare: l’assistente sociale.
Si tratta di una figura professionale storica, che da qualche tempo sta prendendo sempre maggiore coscienza di sé, crescendo in consapevolezza di categoria e sviluppando cultura.
Ecco allora il perché di questo Quid: per provare a fornire spunti di riflessione su come sta cambiando il ruolo dell’assistente sociale, per mettere in circolazione nuove idee, nuovi strumenti professionali, nuove linee di sviluppo dei bisogni, delle politiche, degli ambiti di azione.
edito da: IRS - Prospettive Sociali e Sanitarie
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2010
Progettare nella frammentazione - Approcci, metodi e strumenti per il socialeLa progettazione di interventi e servizi sociali ha richiamato negli ultimi vent’anni molte attenzioni: da un lato i bisogni sociali si sono ampliati e resi più complessi, dall’altro si sono moltiplicati i canali e le possibili risorse per sostenere iniziative, progetti, risposte.
Perché sembra utile ritornare oggi su questo tema? Perché forse l’attuale difficile fase che le politiche sociali stanno attraversando6 rappresenta paradossalmente il momento buono per rilanciare la progettazione in modo non idealistico, con occhi disincantati.
Utilizzando ciò che l’esperienza ha messo a frutto, il capitale teorico e metodologico che nel frattempo si è costruito, per consolidare strumenti di lavoro efficaci, superando i limiti passati.
Viene quindi proposta una lettura ragionata intorno alla progettazione sociale, finalizzata a consolidare la riflessione su questo tema.
Il Quid è diviso in due parti. La prima parte riprende cinque contributi che abbiamo pubblicato fra il 2006 e il 2009 che stimolano ad una riflessione sul senso della progettazione sociale in questi anni, come processo che sviluppa motivazione e stimola gli attori allo sviluppo di responsabilità decisionali, sia assumendo il punto di vista degli operatori, che quello dei costruttori di politiche sociali (Olivetti Manoukian, Costa e Pasquinelli), e sottolineando anche la rilevanza che la funzione valutativa assume come fase integrante e indispensabile per un efficace processo di progettazione sociale (De Ambrogio).
La seconda parte centra invece l’attenzione sugli approcci e sui metodi di progettazione sociale proponendo articoli pubblicati fra il 1991 e il 2009.
È interessante notare come alcune riflessioni del “secolo scorso” (di 19 anni fa Balducci e di 12 anni fa Giusti)8 su come avvicinarsi a una progettazione efficace, appaiano attuali. In particolare in questi articoli emerge la consapevolezza dei rischi di un approccio rigido di tipo razionale-sinottico e viene invece proposto un approccio flessibile e aperto alla partecipazione di più attori. Partecipazione considerata non come valore in sé ma come opportunità metodologica feconda per progettare meglio nel nostro settore di intervento.
I successivi contributi, più recenti, forniscono ulteriori stimoli alla riflessione. Pasquinelli e Ghetti offrono alcune riflessioni, anche critiche sulla potenzialmente efficace ma molto enfatizzata progettazione partecipata; De Ambrogio e Casartelli nei rispettivi articoli propongono inoltre lo sviluppo di specifiche competenze e la realizzazione di specifici percorsi progettuali utili per stimolare la partecipazione e contestualmente l’efficacia della progettazione sociale; infine Sordelli suggerisce specifiche strategie di progettazione in un ambito specifico quale quello dei Csv.
edito da: IRS - Prospettive Sociali e Sanitarie
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2010
edito da: Carocci (Roma)
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2010
edito da: Carocci (Roma)
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2008